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my life for jazz #7

 

 

IN MY LIFE FOR JAZZ #7 del 21 febbraio 2022

Davide Zilli

Può un genere musicale fungere da psicoterapia? Secondo la progettualità sonora di Davide Zilli sì. “ Psicanaliswing” è il terzo album del cantastorie ironico Zilli, prodotto dalla Cosmica Records. Professore, musicologo e cantautore dello swing contemporaneo, Davide si avvale dell’arguta collaborazione delle Sorelle Marinetti, e di paralleli ingressi alla portata di Paolo Rossi e de la Mirko Casadei Orchestra.

Sulla copertina del singolo della title track un eccentrico Sigmund Freud che regge con disinvoltura un cocktail, mentre ci osserva dalla stoica impenetrabilità delle sue lenti da sole. L’elettroswing di Zilli è uno strumento comportamentista, vera fase della psicanalisi, quella più leggera e fruibile. Insomma una risoluzione emotiva in musica.

Psicanaliswing è un motto di spirito, un motivetto esteso sulle prigionie mentali. Piano, fiati, corde e stringhe alleggeriscono il peso dell’uomo moderno: “Non si deve vergognare, lei è un uomo occidentale / Sorride ma sta male / Tutti quanti qua fan così, Psicanaliswing!” Il coro d’autore in sottofondo impreziosisce la track rendendola aulica e polifonica. Italiano all’estero, simulacro di un tema sociale ed (ancora) attuale. Emigrato o pioniere, libero o fuggito? Un brano dal sapore retrò, che narra di chi onora la propria nazione in espressioni multilingue: “E intanto vivi la tua vita tra due fuochi, la tua memoria è un grande festival di tutti i tuoi traslochi.”

L’amico ricco, tra allitterazioni e luoghi comuni all’italiana. Rossi, voce fuori campo, sminuisce con asciutte sentenze le ideologie banali dell’avere un amico ricco tra i contatti. Il brano è inciso in modalità di velocizzazione, con un climax semantico ascensionale, votato a rendere dolcemente confuso l’ascolto. Nel mezzo una sequenza dance scanzonata ed evasiva. Il complottista, da ballare in balera e canticchiare sul tram. Da quell’infausto 11 settembre siamo ormai circondati da complottisti. E non sappiamo liberarcene. Il cha cha di contorno rende questa track la più leggera dell’album: “Come è dolce la teoria del complotto! L’amore e la vita non possono fare a meno delle trame cospiranti.”

Auto-erotismo, un monologo in solo al piano. Le rime alternate di susseguono in un fluire pensato. Il violino si sposa col piano per chiudere in cinque minuti la necessità di espansione corporale. Passionale e tangibile la conclusione che si specchia in un’alba sbiadita.

NICK THE NIGHTFLY ORCHESTRA – “Swing With Sting”

Popolarissimo come DJ e conduttore radiofonico, Nick the Nightfly (all’anagrafe Malcolm MacDonald Charlton, il nome d’arte lo ha preso dal titolo dell’album di Donald Fagen) nasce come musicista e cantante. Era una promessa del calcio il giovane Malcolm, convocato per la Nazionale scozzese Under 18, e del badminton, ma il suo vero amore era la musica. Ormai italiano, dal 1982, per scelta di vita, è una star di Radio Monte Carlo per i suoi programmi ironici e colti, nei quali si ascolta sempre ottima musica. In studio ha ospitato artisti come Sting, Pat Metheny, Peter Gabriel, Ryuichi, Herbie Hancock, Miriam Makeba, Caetano Veloso, Enya, Donald Fagen, Pino Daniele, Annie Lennox e tanti altri. Ha prodotto compilation di successo sotto l’egida di The Nightfly e Monte Carlo Nights, ma lui la musica ama anche farla, sia con la Monte Carlo Nights Orchestra sia con una band di organico più ristretto. “Be Yourself” è il titolo del penultimo disco di inediti, cui collaborano anche Nicola Conte, Fabrizio Bosso, Paula Morelenbaum, seguito da Swing with Sting, con le canzoni dei Police e di Sting solista.  Un personaggio simpaticissimo e vulcanico (direttore artistico del Blue Note di Milano, organizzatore di festival, produttore, cacciatore di talenti) che il pubblico di Umbria Jazz conosce bene per le sue dirette dal Festival in estate e come presentatore, dal palco dell’Arena Santa Giuliana. Adesso torna con la sua orchestra ed un programma dedicato proprio a Sting

 

 

 

 

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